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CASTELLO IN VENDITA IN PIEMONTE, HOTEL DI LUSSO 5 STELLE


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Piemonte - Torino - Pavone Canavese

Trattativa riservata

  • Interni: 4.000 mq
  • Esterni: 2,0 ha
  • N° camere: 28
  • N° bagni: 42

DETTAGLI TECNICI

  • TIPOLOGIA: castello, hotel di lusso
  • CONDIZIONE: ristrutturato, finiture di pregio
  • POSIZIONE: in cima alla collina, molto panoramica
  • ACCESSO: ottimo
  • SUPERFICIE ESTERNI: 2,0 ha
  • GIARDINO: 4.500 metri quadrati
  • PISCINA: no
  • SUPERFICIE INTERNI: 4.000 metri quadrati
  • N° CAMERE: 28
  • N° BAGNI: 42
  • ANNESSI: chiesa, magazzino, casetta
  • ACQUA: rete idrica comunale
  • ADSL: si
  • RISCALDAMENTO: aria condizionata
  • GAS: rete municipale

CARATTERISTICHE: muri in pietra, volte a crociera costolonate, soffitti cassettonati, travi in legno decorate, pavimenti in legno, camini in pietra incisa, affreschi, ristorante, sala congressi, chiesa del IX secolo, tombe romane, torri merlate, parco, cortile pavimentato, parcheggio


CASTELLO IN VENDITA IN PIEMONTE, HOTEL DI LUSSO 5 STELLE


Il castello, che nell’Enciclopedia del castelli italiani è l'unico ad avere una trattazione di ben sette pagine, è situato sulla collina che domina un caratteristico centro storico del Piemonte che si trova non lontano da Ivrea e Torino.

L’edificio è stato magistralmente ristrutturato e convertito in un lussuoso hotel con 28 camere. Lo spettacolare castello è anche la location ideale per matrimoni, cerimonie e congressi grazie a varie splendide sale conferenze (fino a 250 posti), uno splendido cortile pavimentato e un ristorante (400 posti) che offre piatti tipici della tradizione piemontese e cucina internazionale.

Il castello ha attraversato oltre mille anni di storia, assistendo al passaggio di grandi figure della storia italiana tra cui il re anscarico Arduino, l'imperatore Ottone III di Germania, la famiglia Savoia e infine l'architetto Portoghese De Andrade, che grazie alla sua smodata passione per il medioevo piemontese ha saputo riportare il castello ai suoi antichi fasti. Questo ha permesso di preservare il castello per la posterità, creando allo stesso tempo qualcosa di veramente incredibile dove sembra di essere tornati veramente al medioevo.

L'ultima ristrutturazione a opera degli attuali proprietari è stata condotta con amorevole cura, tentando di preservare intatto il fascino dell'edificio con le sue splendide sale, gli affreschi e le decorazioni. Tutti questi tratti, apprezzabili non sono dagli amanti della storia e dell'arte, rendono l'immobile perfetto come sede di rappresentanza per un’azienda o come residenza privata.

Il paese, situato a 600 m dal casello autostradale di Ivrea, si trova subito sotto il castello. Vari altri centri del Nord Italia sono situati non troppo lontano (Ivrea, Biella, Torino, Casale Monferrato, Asti, Milano, Alba, Como, Genova…).

L’aeroporto più vicino è quello di Torino (53km; 40’), ma sono ugualmente comodi da raggiungere Milano, Cuneo e Genova.


STORIA DEL CASTELLO


L’area di Pavone è abitata dall’uomo fin dall’età del bronzo e documenti di epoca romana attestano l’esistenza di un piccolo vicus (o più probabilmente un castrum) già sotto l’Impero. Il vero sviluppo arrivò però con il Medioevo, trovandosi il villaggio lungo un’importante arteria di comunicazione che collegava Ivrea a Torino.

In un periodo pericoloso come quello che seguì la caduta di Roma, con popoli germanici che si lanciavano spesso in incursioni e razzie nel territorio italiano, gli abitanti di Pavone si risolsero attorno al X secolo a costruire una prima cinta di mura (alta in alcuni punti fino a 5 m) attorno alla Chiesa di San Pietro (costruita nel 859) andando a costituire un primo nucleo fortificato, che fu poi ampliato per incrementarne la sicurezza.

Nel 990 Ottone III del Sacro Romano Impero concesse il Canavese e i territori limitrofi al marchese Arduino d’Ivrea, considerato da molti come il primo vero Re d’Italia.

Dopo anni di attrito con i vescovi locali, Arduino decise di marciare su Vercelli, conquistando la città e radendo al suolo il duomo. L’evento causò la morte del vescovo Pietro e il Papa Silvestro II fu costretto a intervenire nella questione scomunicando sia Arduino che il figlio.

La scomunica non fermò tuttavia Arduino che, pur sollevato dall’incarico di marchese dall’Imperatore Ottone III, continuò imperterrito nella sua campagna (passata alla storia come ribellione Anscarica).

Intervenuto direttamente in Italia, l’imperatore sconfisse Arduino (che si ritirà temporaneamente in Borgogna) e il 9 luglio 1000 promulgò un diploma con cui assegnò i territori sottratti al marchese al vescovo Warmondo di Ivrea. Altre terre furono confiscate agli Aleramici e concesse al marchese Olderico Manfredi.

 

Il vescovo e i suoi successori dopo di lui si adoperarono subito per costruire un’imponente torre fortificata (chiamata in gergo dongione) appena fuori dalla cinta muraria e nei secoli successivi nuove porzioni furono aggiunte a quello che era ormai divenuto un vero e proprio castello fortificato, pur con un aspetto gentilizio all’interno. A metà del XIV secolo una nuova ala fu aggiunta verso nord e alcuni interventi di ristrutturazione e rafforzamento furono compiuti sui bastioni circolari della cinta esterna.

Proprio negli anni del regno vescovile cominciò a nascere la leggenda del “castello fortunato”: l’edificio infatti fu spesso un luogo di rifugio sicuro per i vescovi in fuga dall’ira del popolino. A tale scopo, in gran segreto, un angusto tunnel di fuga fu scavato nel granito sotto la rocca per permettere ai residenti di fuggire in sicurezza.

L’aura di “castello fortunato” fu rafforzata nei secoli dal fatto che l’edificio non fu mai conquistato con le armi nel corso della sua lunga storia.

 

Il castello passò con alterne vicende nelle mani della casata Savoia, il cui stemma è ancora ben visibile sulla torre che difende l’ingresso. Con la nascita del Regno d’Italia, il castello rimase nelle mani della famiglia reale fino al 1885, quando l’architetto portoghese Alfredo d’Andrade acquistò il castello dallo stato. Il D’Andrade, grande ammiratore di Eugène Viollet-Le-Duc nonché grande esperto di medioevo piemontese e progettista del Borgo Medievale di Torino (che a ben vedere ricorda nelle sue forme sia il Castello di Pavone sia quello di Fénis), passò gli ultimi anni della sua vita ricostruendo filologicamente il castello e riportando gli ambienti interni al loro antico splendore, con affreschi e incisioni realizzati da maestranze accuratamente selezionate. Di notevole pregio è il soffitto a cassettoni decorato nel Salone di Re Arduino, precedentemente di proprietà dei Conti San Martino di Strambino. Alla morte di Alfredo, suo figlio Ruy portò a compimento la ristrutturazione di questo magnifico castello.

Durante la Seconda guerra mondiale, un battaglione tedesco si accampò alla base della rocca ma il comandate vietò ai soldati di entrare nell’edificio: colpito dalla bellezza e dal fascino del castello, volle impedire che eventuali combattimento o bombardamenti potessero danneggiare l’edificio.

Nel 1981 il castello fu dichiarato Monumento Nazionale e dieci anni dopo, nel 1991, fu acquistato dagli attuali proprietari per farne la sede direzionale della loro azienda, ricavandone anche un prestigioso e lussuoso albergo quattro stelle in cui sembra di essere tornati veramente al medioevo ma con tutti i comfort della vita moderna.


DESCRIZIONE DEI FABBRICATI


Il castello medievale si snoda su circa 4.000 mq coperti che includono 65 fra saloni, sale, le 28 camere, una grande cucina professionale (140 mq), uffici per l’accettazione e 42 splendidi bagni che ben si armonizzano con il castello. L’edificio presenta forme movimentate, armoniose e architettonicamente affascinanti, che testimoniano la sua lunga storia di ricostruzioni e ampliamenti nel corso dei secoli. Tra i locali meritano particolare menzione i meravigliosi saloni e le splendide sale conferenza affrescate che possono ospitare fino a 250 ospiti.

In uno dei saloni del castello ha sede il Museo d’Andrade, di proprietà del castello, che non può essere portato fuori dall’edificio per la sua importanza e per il profondo rapporto che lega De Andrade al castello. L’esposizione include vasi greci e micenei, numerosissimi reperti medievali, uno scudo greco, selci del neolitico e molti altri reperti.

 

Nel tipico parco medievale, si trova poi la splendida chiesa del IX secolo (50 mq) che ospita due tombe romane originali risalenti al V e IV secolo a.C.. Nella chiesa riposano anche i resti di Alfonso d’Andrade e sua moglie Costanza.

 

Completano poi il castello vari annessi, laboratori e locali tecnici (210 mq) e due casette (115 mq) situata nel borgo sottostante.


STATO E FINITURE


Il castello è stato magistralmente ristrutturato in tempi recenti: dopo i lavori condotti da Alfredo d’Andrade a fine Ottocento il castello è dal 1991 proprietà di un’azienda della famiglia Giodice che, con una grande opera di ristrutturazione, ha convertito l’edificio prima in sede di rappresentanza per la loro azienda chimico-farmaceutica e poi in un lussuoso hotel con ristorante e centro congressi.

Successivamente al restauro di Andrade, gli attuali proprietari hanno investito notevoli somme per modernizzare la struttura aggiungendo tutti gli impianti necessari (termico, condizionamento, idrosanitario, elettrico, sistema fognario…) senza però alterare gli aspetti più pregevoli e tipici dello splendido castello (le mura in pietra, i fantastici soffitti in legno decorato, gli affreschi, i camini originali, i soffitti a cassettoni…), tutti ristrutturati e riportati alla loro bellezza originaria, conferendo al castello un grande fascino.

Tutti i locali sono riscaldati e sono presenti prese per il telefono (una o più) in praticamente ogni stanza dell’edificio.

Anche il giardino esterno è stato maniacalmente ripristinato così da offrire agli ospiti un piacevolissimo spazio esterno, ideale anche per eventi.


ESTERNI


Il castello è impreziosito da un curatissimo parco di 4.500 mq con piante ornamentali, fiori e palme. Il verde è racchiuso tra le mura del castello ed è solcato da vialetti e scale in pietra che conducono alla parte alta del castello, dove si trovano gli edifici centrali del complesso.

 

Infine, circondato dall’ultima cinta di mura del castello e dominata dalle torri, nel mezzo del castello, si trova il cortile nobile (400 mq), impreziosito da un pavimento in pietra lavorata a mano, famoso per la sua bellezza ed eleganza architettonica. Al centro del cortile si trova il magnifico pozzo dei misteri. Si tratta di una cornice magica e affascinante per ogni evento.

 

All’esterno del castello, sotto le possenti mura, si trova un capiente e comodo parcheggio pavimentato in pietra dove gli ospiti possono lasciare le auto in sicurezza durante la loro permanenza nel castello. La costruzione di questo elemento è stata particolarmente dispendiosa per la necessità di rimuovere grandi quantità di granito per livellare il pendio. Il piazzale è anche facilmente sfruttabile come area di atterraggio per gli elicotteri. Altri parcheggio o spiazzi sono comunque disponibili attorno al castello.

 

Due strade permettono di accedere al castello: la prima raggiunge direttamente il parcheggio e l’ingresso principale del castello; la seconda parte invece direttamente dal centro cittadino e conduce direttamente all’interno del castello.

 

Tutto attorno, la proprietà dispone di altri 1,5 ha di terreno, coperti in parte da prati e in parte da boscaglia mista.


USO E POTENZIALITÀ


Il castello, considerato uno dei più belli d’Italia, è uno dei pochi totalmente privo di quei vincoli che obbligano all’apertura al pubblico (non avendo usufruito di contributi statati durante la ristrutturazione): l’unico vincolo è pertanto quello monumentale, trattandosi di uno dei più importanti castelli d’Italia.

L’edificio, di notevole pregio architettonico e con una storia invidiabile, è stato convertito in un lussuoso hotel con 28 camere. Nelle sale trovano spazio il grande e affascinante ristorante, con una capacità massima che supera i 400 commensali, e ampi spazi decorati ideali per eventi e congressi, mentre nel parco si trova l’incantevole chiesa del IX secolo. Tutti questi dettagli rendono l’immobile perfetto, oltre che come hotel, anche come location per matrimoni e eventi aziendali, residenza privata di grande prestigio o anche come sede di rappresentanza per un’azienda prestigiosa. Le strade percorribili sono molteplici in quanto il castello non è stato in alcun modo snaturato durante gli interventi di restauro e dispone di tutte le autorizzazioni necessarie.


CITTA' VICINE


Ivrea (5km; 10’), Biella (30km; 45’), Torino (52km; 50’), Vercelli (57km; 40’), Casale Monferrato (77km; 50’), Asti (119km; 1h 20’), Milano (122km; 1h 25’), Alba (126km; 1h 40’), Como (147km; 1h 35’), Genova (184km; 2h 10’)


AEROPORTI VICINI


Torino Pertini (53km; 40’), Milano Malpensa (115km; 1h 10’), Milano Linate (138km; 1h 25’), Cuneo Levaldigi (144km; 1h 35’), Genova Colombo (175km; 1h 55’)

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Rif. 2029 / Castello Torinese

CASTELLO IN VENDITA IN PIEMONTE, HOTEL DI LUSSO 5 STELLE

Pavone Canavese - Torino - Piemonte

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