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APPARTAMENTO DI LUSSO IN VENDITA SUL LUNGARNO VESPUCCI, FIRENZE


  • Pubblicata il 05/09/2019

Il Lungarno Vespucci, visto dalla sponda opposta del fiume Arno

Lungarno Vespucci è la strada fiorentina che va dal Ponte alla Carraia (piazza Goldoni) fino al Ponte alla Vittoria (piazza Vittoria Veneto, situata lungo i viali di Circonvallazione). Questa strada, oggi richiestissima e molto apprezzata, non esisteva fino al 1853. In quegli anni la città era governata da Leopoldo II di Lorena e stava assistenda a una netta trasformazione, che avrebbe raggiunto il culmine tra il 1865 e il 1895 (il cosiddetto Risanamento) in concomitanza col trasferimento della capitale d’Italia da Torino a Firenze. Ampie porzioni della città, risalenti al medioevo e al Rinascimento, furono demolite per far spazio a nuovi edifici e la strada così creata lungo il corso dell’Arno venne battezzata Lungarno Nuovo. Nel 1857 si decise di intitolare la via al navigatore Amerigo Vespucci, la cui famiglia era originaria del quartiere di Ognissanti.

Oggi il Lungarno ospita splendidi palazzi ottocenteschi, molti dei quali sede di prestigiosi hotel (Bristol, Firenze, Washington, La Pace, Grand Hotel), Palazzo Calcagnini (sede del Consolato degli Stati Uniti) e Villa Favard (un’incredibile residenza fioretina progettata da Giuseppe Poggi).


CHI ERA AMERIGO VESPUCCI?


La statua di Amerigo Vespucci che oggi adorna il cortile della Galleria degli Uffizi

I primi esponenti della famiglia Vespucci si stabilirono a Firenze dal XIII secolo, divenendo in breve dei rispettati banchieri. Il palazzo di famiglia era situato in Borgo Ognissanti e molti degli edifici ancora oggi presenti in zona hanno uno stretto legame con i Vespucci: la Chiesa di Ognissanti (e in particolar modo la cappella di famiglia) fu abbellita dal Ghirlandaio e l’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio fu costruito e avviato grazie a donazioni provienti dai Vespucci.

Da uno dei rami secondari della famiglia nacque Amerigo (1454), figlio di Anastasio Vespucci ed Elisabetta Mini. Da sempre appassionato di mare e viaggi, Amerigo si trasferì in Spagna nel 1489, dove incontrò Cristoforo Colombo prima di unirsi ad Alonso de Ojeda. Questi aveva ricevuto dai reali di Spagna l’incarico di esplorare le coste meridionali dell’India raggiunta da Colombo. Fu proprio durante questi viaggi che Amerigo notò delle incongruenze con quanto riferito da Colombo: le terre raggiunte erano infatti molto più vaste di quanto inizialmente creduto (secondi i suoi calcoli si estendevano ben oltre la latitudine 50° Sud delle Indie). In una lettera a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici (scritta tra il 1501 e il 1502) Vespucci scriveva: “Di questi paesi nessuna cognizione hanno avuto i nostri antichi […] perché la maggior parte di essi pensava che oltre la linea equinoziale e verso il mezzogiorno non vi fosse un continente, ma soltanto il mare che chiamavano Atlantico; e se alcuni affermavano che lì vi fosse un continente negavano […] che quella terra fosse abitabile. Ma la mia ultima Navigazione dimostra che questa loro opinione […] è del tutto contraria alla verità, dato che in quelle zone io ho trovato un continente abitato da animali e popoli più numerosi che in Europa, Asia o Africa e un clima più temperato e piacevole che in qualsiasi altra regione a noi nota”.

In virtù di queste sue osservazioni, i geografi Martin Waldseemüller e Matthias Ringmann stabilirono di battezzare il Nuovo Mondo con la forma femminile del nome latinizzato del grande esploratore: Americus, quindi America.

Vespucci, ormai cittadini spagnolo, mise da parte il suo amore per il mare e visse al fianco della moglie Maria Cerezo fino alla morte nel 1512.

Firenze, che pure accolse Vespucci solo prima della sua grande scoperta, decise di dedicare al suo illustre cittadini il nuovo Lungarno inaugurato nel 1853.


L’APPARTAMENTO: UNA PERLA NEL CENTRO DI FIRENZE


Proprio sul Lungarno Vespucci troviamo questo splendido appartamento di lusso, finemente ristrutturato dai proprietari senza snaturarne le caratteristiche. Si tratta di una proprietà ideale per chi è alla ricerca di una residenza privata di pregio nel centro storico di Firenze con un balcone sopra il fiume Arno. Idealmente, trovandosi disposto su un piano solo, l’appartamento potrebbe anche essere convertito in un ufficio di rappresentanza, grazie alle splendide finiture e agli ampi locali.

Il palazzo, d’impostazione tipicamente ottocentesca, è disposto su cinque piani, ognuno scandito da una serie di cinque finestre. L’appartamento si trova al primo piano ed è riconoscibile dalle grandi finestre timpanate e dal balcone che si apre al centro della facciata.

La facciata del palazzo, con l'appartamento ben visibile e riconoscibile grazie al balcone centrale e alle finestre timpanate

Entrando nell’appartamento ci troviamo in un ampio corridoio, scandito da due archi modanati e illuminato da un sistema di faretti led. Da qui possiamo raggiungere tutti i locali principali della residenza, disposti sui due lati.

Il corridoio dell'appartamento, come appare appena entrati dalla porta principale

La prima porta sulla destra porta direttamente nella splendida camera padronale. La stanza presenta ancora il caminetto in marmo originale e l’enorme finestra, situata direttamente di fronte alla porta d’ingresso, conferisce alla stanza una luminosità eccezionale.

La raffinata camera padronale con la finestra affacciata direttamente sul fiume Arno

A lato della camera sono stati ricavati una comoda cabina armadio e un raffinato bagno en-suite con doppio lavabo e vasca realizzati in un pregevole marmo nero con venature dorate.

Lo splendido bagno della camera padronale, realizzato in ricercato marmo nero con venature dorate

La seconda porta e la terza porta, sempre sulla destra, portano invece al salone di rappresentanza. Qui troviamo un bellissimo soffitto in  legno cassettonato e pitturato con colori chiari che conferiscono maggiore luminosità alla stanza. Di fronte alle porte d’ingresso si trova la porta finestra che conduce al balcone con vista sull’Arno. Tra le due porte si trova un caminetto in marmo, simile in stile a quello della camera padronale, sormontato da un grande specchio. Due porte sui lati della stanza portano alla camera padronale (destra) e allo studio (sinistra).

Il salone di rappresentanza dell'appartamento, con l'impressionante soffitto cassettonato e il balcone sul fiume Arno

La quarta e ultima porta sulla destra conduce a un raffinato studio con librerie a muro e un particolare angolo bar a scomparsa posto nell’angolo. Il soffitto è decorato da un splendido affresco e anche in questa stanza è presente un caminetto in marmo.

Il raffinato studio accanto al salone di rappresentanza con gli elementi lignee ben visibili: sulla sinistra, accanto alla libreria incassata si trova l'angolo bar a scomparsa

Sul lato sinistro del corridoio si trovano invece la sala da pranzo (accessibile tramite due porte) e la cucina, posta alla fine di un corridoio secondario che s’innesta sul principale proprio di fronte alla camera padronale. La cucina, in particolare, era dotata in passato di una porta d’accesso secondaria, che permetteva di entrare nella stanza direttamente dall’esterno, così che la servitù potesse raggiungere la cucina senza passare nelle stanze riservate ai padroni di casa. La porta è oggi chiusa e non visibile dall’interno dell’appartamento, ma nulla vieta di riaprire il passaggio.

La luminosa sala da pranzo dell'appartamento, accessibile dal corridoio principale o da quello secondario direttamente dalla cucina

Alla fine del corridoio si trova un disimpegno di forma quadrata, illuminato da un ampia finestra e decorato con un bellissimo dipinto trompe-l’œil che simula un balcone con una ringhiera, oltre la quale sono ben visibili i monumenti più noti di Firenze, tra cui spiccano Santa Maria del Fiore, Palazzo Vecchio e Santa Croce. Alberi e uccelli contribuiscono creare l’illusione di trovarsi all’esterno. La funzione della decorazione è anche quella di nascondere due porte, i cui contorni sono appena visibili. La prima porta conduce in una piccola toilette, finemente decorata con marmo nero e dorato e architetture dipinte. La seconda porta apre invece sull’ala secondaria dell’appartamento che potrebbe essere usata come alloggio per gli ospiti o per eventuali custodi.

La sala affrescata alla fine del corridoio principale: lo skyline di Firenze è ben visibile dietro la ringhiari sulla destra mentre gli alberi contribuiscono a creare l'illusione di trovarsi all'aria aperta

Appena superata la porta troviamo sulla sinistra una camera matrimoniale con bagno en-suite realizzato in marmo bianco di Carrara e marmo verde, un accostamento tipico e ben visibile in moltissimi monumenti storici fiorentini (tra cui spiccano Santa Maria Novella e Santa Maria del Fiore).

Il corridoio dietro la porta a scomparsa che conduce all'ala secondaria dell'appartamento: proprio al di sopra si trova la cabina armadio dell'ultima camera

Proseguendo lungo il corridoio si raggiunge una saletta attualmente usata come palestra domestica, ma che potrebbe essere facilmente convertita in un salottino o potenzialmente in un’ulteriore camera con cabina armadio e bagno. Questa ala dell’edificio era in passato costituita da locali a doppio volume, che si è poi deciso di dividere orizzontalmente così da ottenere due piani e aumentare la superficie abitabile della proprietà. Dalla palestra si può quindi salire una scala e raggiungere un’ulteriore camera matrimoniale posta al livello superiore, dotata di bagno en-suite e di una particolare cabina armadio dalla forma allungata ricavata nella parte alta del corridoio sottostante.

La camera matrimoniale ricavata nell'ala a doppio volume: sulla destra e ben visibile l'apertura nel pavimento che permette al finestrone di illuminare anche la stanza superiore

Il fatto che l’edificio fosse a doppio volume è dimostrato dal fatto che la palestra e la camera soprastante sono illuminate dallo stesso finestrone, che è abbastanza grande da coprire entrambi i piani.


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