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CASTELLO MEDIEVALE IN VENDITA IN VALDAMBRA, TOSCANA

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Rif. 1721 Castello della Valdambra

CASTELLO MEDIEVALE IN VENDITA IN VALDAMBRA, TOSCANA

Toscana - Arezzo - Bucine

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€ 1.750.000

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Danilo Romolini

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INTERNI: 1.038 mq

Camere: 12

Bagni: 12

Condizioni: Da ristrutturare

Internet:

Riscaldamento: Senza riscaldamento

caratteristiche generali

Interni: 1.038 mq

Camere Camere: 12

Bagni Bagni: 12

Condizioni Condizioni: Da ristrutturare

Internet Internet:

Riscaldamento Riscaldamento: Senza riscaldamento

In a beautiful medieval hamlet at the border between Chianti and Valdambra, this medieval castle offers 1,038 m² of surface to be used for a boutique hotel, a museum or simply as a private residence. The building, architectonically and historically very interesting, hasn’t been used for a long time thus needing several renovations to be carried out. As of today, ceilings and screeb have been remade.

 

 

USE AND POTENTIAL USES: A RECOVERY PROJECT

The castle, given its incredible historic and architectural value, can be used in multiple ways. The location in a beautiful medieval hamlet in a central area of Tuscany allows quickly and easily moving throughout the whole region to visit its most renowned and appreciated towns and cities.

A proposal for the recovery of the building has been forwarded and aims to connect the building with the surrounding territory: the environmental and cultural interests of the many hamlets of the area are a valuable attraction. The idea is to make the castle a reference point for cultural, economic and environmental initiatives.

Given the past use of the building as a farm, the sale of products from local entities would allow restoring a connection with the economy of the area.

The basement (where two more rooms will be opened up, they are visible through holes in the walls) will host an info-point with a small shop. In one of the recovered rooms (equipped with an independent access) one could set up a bike-renting business to be used in conjunction with the numerous tracks and paths present in the outskirts of the town.

The ground floor could accommodate a sort of hostel, with a kitchen and a dining room in the 16th century lodge. Bedrooms will be located along the south-eastern wall, taking down several walls built throughout the centuries after the original building (thus not historically relevant). Once completed, these rooms could host up to 30 persons. Right at the center of the floor, there will be a corridor and the reception area of the hostel. The remaining space, architectonically less relevant, will be used for an infirmary and a fire-preventing service.

The first floor, with its decorated and nicely-embellished rooms, will host a library with a multimedia center, while the adjacent room will be a didactical entity with temporary and permanent exhibits. The hall with access to the terrace will become a food- court (or even a bar) which could be used by the guests and visitors of the building. A bathroom will be built next to the staircase.

Finally, the terrace on the rooftop will be recovered to be used as a panoramic point of view over the beautiful surrounding landscape. The tower, currently unused and with a solely decorative purpose (there is not even an access), will be made usable with the demolition of a wall at the base of the turret.

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Toscana - Arezzo - Bucine

La Toscana, una delle regioni più iconiche e mozzafiato d'Italia, incarna l'essenza della bellezza, della cultura e della tradizione italiana. Incastonata tra gli Appennini e il Mar Tirreno, il suo paesaggio è una miscela ipnotica di dolci colline, strade costeggiate da cipressi, vigneti, uliveti e borghi medievali arroccati sulle colline. La bellezza naturale della regione è accompagnata dalla una storia estremamente ricca, da un patrimonio artistico senza rivali e da tradizioni culinarie e vinicole di fama mondiale.

Gli appassionati di vino di tutto il mondo si recano in Toscana per la sua leggendaria produzione vinicola. La regione è la patria di alcuni dei vini più apprezzati al mondo, come il Chianti, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano. Il Chianti, prodotto nel cuore della Toscana, è probabilmente il più famoso, con il suo caratteristico colore rosso rubino e i suoi sapori decisi, mentre il Brunello, prodotto esclusivamente con uve Sangiovese, è uno dei vini più prestigiosi d’Italia, che invecchia con grazia per decenni. I percorsi vitivinicoli, come la Strada del Vino nella regione del Chianti, permettono ai visitatori di visitare cantine secolari, degustare vini ed esplorare incantevoli borghi medievali lungo il percorso.

La Toscana è anche un paradiso per gli amanti dell'arte e della storia. Firenze, capoluogo della regione, è una mecca culturale, spesso definita la culla del Rinascimento. Le sue gallerie e i suoi musei, come gli Uffizi e l'Accademia, ospitano capolavori di artisti come Michelangelo, Botticelli e Leonardo da Vinci. L’iconico Duomo di Firenze, con la sua imponente cupola progettata dal Brunelleschi, domina lo skyline, mentre Ponte Vecchio, un ponte medievale fiancheggiato da negozi di gioielli, è uno dei punti di riferimento più amati della città.

Siena, altro gioiello della Toscana, offre un fascino diverso con la sua architettura medievale e le sue famose tradizioni. Piazza del Campo, nota per il Palio, una corsa di cavalli che si tiene due volte l'anno, è considerata una delle piazze più belle d'Italia. La cattedrale gotica, con il suo intricato marmo a strisce bianche e nere, è una splendida testimonianza dell’architettura religiosa medievale.

Più a ovest, Pisa ospita l’inconfondibile Torre Pendente, ma offre molto di più con la sua ricca storia marittima e la maestosa della Piazza dei Miracoli. Lucca, nota per le sue mura di epoca rinascimentale, invita i visitatori a esplorare i suoi caratteristici vicoli, dove chiese e piazze sorprendono a ogni angolo. San Gimignano, borgo medievale famoso per le sue numerose torri, offre ai visitatori uno sguardo sul passato feudale della Toscana e offre ampie vedute sulla campagna circostante.

I paesaggi della Toscana sono anche costellati di sorgenti termali, come quelle naturali di Saturnia, che offrono un rifugio rilassante dopo giorni di esplorazione. Anche la costa, con la Maremma e l’Isola d’Elba, offre spiagge pittoresche e acque incontaminate, in contrasto con le colline e i vigneti dell'entroterra.

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STORIA DEL PAESE E DELLA REGIONE

Regione già ampiamente sfruttata in epoca romana e attraversata da una fitta rete stradale, la Valdambra si era riempita di piccoli villagi e fattorie ai piedi delle colline. Con la fine dell’Impero Romano d’Occidente, visto il clima di paura e insicurezza, gli abitanti dell’area si spostarono progressivamente sulla sommità delle colline per meglio difendersi. Lo spopolamento definitivo delle aree basse avvenne in epoca longobarda e nacquero così i centri fortificati ancora oggi visibili. Fu proprio questo incastellamento a tenere viva la Valdambra, permettendo ai suoi cittadini di avere luoghi di rifugio.

La posizione strategica della valle attrasse nel medioevo le mire delle potenze toscane, tra cui spiccano Firenze, Siena, Arezzo e perfino i Conti Guidi alleati dell’imperatore tedesco Arrigo III. Il passaggio degli eserciti distrusse a più riprese il paese nel XIII secolo. L’assedio del 1307 a opera di fiorentini e senesi (schierati contro i ghibellini aretini) fu particolarmente disastroso e l’intera campagna militare portò alla devastazione della Valdambra.

Il viscontato della Valdambra passò nelle mani dei Tarlati d’Arezzo nel 1323, ma già nel 1335 gli abitanti di alcuni paesi, sentendosi poco protetti, decisero di sottomettersi alla vicina Firenze, spaccando di fatto in due la Valdambra. La riunificazione delle due “province” avrà luogo solo alla fine del Trecento con la definitiva affermazione nell’area di Firenze che portò un ventennio di pace. Gli scontri ripresero a più battute nel 1425, con vicende alterne per Firenze e la distruzione di numerosi centri della Valdambra. Il 1480 segnò la fine di quest’ondata di guerre, ma la Valdambra aveva subito danni ingenti cui andò ad aggiungersi un’epidemia di peste che decimò la popolazione della regione.

Il passaggio dei Lanzichenecchi (verso e di ritorno da Roma) portò ulteriore devastazione nella regione tra il 1526 e il 1530, fino al reinsediamento dei Medici a Firenze.

Ultimo atto nelle guerre in Valdambra fu il conflitto tra Firenze e Siena degli anni 1554 – 1557 che vide la definitiva sconfitta di Siena e l’inglobamento del suo territorio nel Granducato di Toscana di Cosimo I. La Valdambra passò definitivamente a Firenze e cessarono finalmente i frequenti e devastanti conflitti che avevano martoriato la regione per tutto il medioevo.

Proprio a metà del Cinquecento, uno dei capitani di ventura più apprezzati nell’esercito fiorentino decise di costruirsi questa residenza privata appena fuori dalle mura del piccolo borgo. Il primo documento a testimoniare l’esistenza del castello è quello dei Capitani di Parte Guelfa, redatto nel 1584. L’edificio nel trattato non è tuttavia rappresentato in scala e risulta pertanto difficile a oggi determinare le sue effettive dimensioni originali.

DESCRIZIONE DEL CASTELLO

Il nucleo originale del castello (613 m²) risale sicuramente al XVI secolo, ma l’edificio visibile oggi è il frutto di numerosi ampliamenti e rimaneggiamenti che hanno avuto luogo nel corso di quasi quattrocento anni.

 

Il piano terra è costituito da piccoli ambienti di servizio (modificati a loro tempo per soddisfare le esigenze di una fattoria dal 1922). Al centro del piano si trovano le opere di collegamento al piano nobile: una scala rettilinea (con volte a botte e crociera) e un pozzo scale secondario. Dall’ingresso si può andare sia verso destra che verso sinistra, in due sezioni non comunicanti tra loro e con ambienti organizzati senza un particolare criterio. Fra questi spiccano l’unica cucina (con focolare e acquaio) e un piccolo bagno.

 

Il piano nobile ha un impianto più studiato, organizzato attorno a un corridoio centrale. Il settore nord-est conserva ancora il salone di rappresentanza (che occupa tutta la larghezza dell’edificio) decorato con finiture di pregio tra cui cassettoni lignei e mensole modanate. Un ulterore ambiente si affaccia sul lato sud-est con un’apertura balconata. In questo locale troviamo un caminetto decorato con modanature in pietra serena e una pavimentazione esagonale policroma. Sul lato sud-ovest, il piano nobile da accesso a una terrazza merlata. Infine, un pozzo scale raggiunge la terrazza posta sul tetto dell’edificio.

Un’analisi attenta del castello, congiuntamente a una distribuzione dei locali palesemente disorganizzata, dimostra come l’edificio sia il frutto di ampliamenti e modifiche avvenuti nel corso dei secoli. Non c’è modo di determinare con certezza quali modifiche siano intercorse tra il XVI secolo (il castello è presente in uno dei tomi dei Capitani di Parte Guelfa, Popoli e Strade del 1584) e il catasto leopoldino dato che le mappe dei Capitani sono piuttosto elementari e non forniscono dati accurati sulla struttura degli edifici, soprattutto se confrontate con le mappe ottenute con i metodi moderni. Le modifiche degli ultimi due secoli hanno sicuramente contribuito all’espansione dell’edificio, che risultava ben più piccolo nelle mappe del catasto leopoldino del 1834. Gli interventi in stile neogotico sono sicuramente posteriori a questa data, non antecedenti al 1877. La torre, elemento caratteristico di ogni edificio medievale, è infatti un’aggiunta tarda (antecedente però al 1902, anno nel quale fu scattata una foto in occasione dei lavori e in cui la torre è già presente) e non presenta neanche collegamenti con l’interno dell’edificio, assolvendo quindi a una funzione esclusivamente decorativa ed evocativa.

Tra Ottocento e Novecento maturò in Italia la consapevolezza della continuità culturale degli stili e si tentò in ogni modo di rompere con il linguaggio classicista a favore di uno stile medievaleggiante. Questo revival medievale interessò sia i singoli monumenti (come i deliranti castelli di Crespi d’Adda e il Mackenzie di Genova costruiti tra il 1893 e il 1905) che interi borghi (ad esempio il Borgo medievale del Valentino di Torino). Questi edifici sono il risultato di una riscoperta dei valori popolari contrapposti allo schematismo del Neoclassicismo, con costruzioni che raffigurano un medioevo idealizzato e mai esistito. Spesso (anche se non sempre), questi interventi non vedono coinvolti grandi architetti o scuole ed ecco perché gran parte di questi lavori sono semplicemente delle coperture a scopo decorativo che non vanno a toccare la struttura sottostante.

 

Le facciate sono realizzate in pietra arenaria e muratura senza una distribuzione logica. Appare infatti evidente come i due materiali siano stati usati di volta in volta per coprire nuovi ampliamenti dell’edificio basandosi unicamente sulla facile reperibilità degli stessi nelle vicine cave. Gli infissi in pino, ove ancora presenti, sono in condizioni discrete.

La terrazza sul tetto è coperta da una guaina catramata che protegge l’edificio dalle infiltrazioni di acqua piovana e previene la formazione di muffa.

La mancata cura nel periodo di utilizzo della struttura come azienda agricola ha causato notevole degrado anche all’interno, dove le infiltrazioni d’acqua in passato hanno permesso il distacco di materiale dai muri e la perdita di pitture murarie (ove presenti). A oggi l’edificio è allo stato di grezzo: sono stati rifatti i soffitti con travi in legno e il massetto dei pavimenti, mentre i muri e gli impianti devono essere realizzati da zero.

 

Non lontano dal castello si trova un manufatto (75 m²) per il quale è già stato approvato un progetto di ampliamento (fino a 140 m² in totale) e conversione in villino.

 

Di fronte all’ingresso si trova una superficie esterna di circa 20 m² che permette di parcheggiare comodamente due vetture.

L’ALA DEMOLITA: PROGETTO DI RICOSTRUZIONE

Accanto al castello si trovava un corpo su tre piani, demolito negli anni ’70. Il corpo veniva utilizzato durante la Seconda guerra mondiale dai tiratori scelti tedeschi (scharfschützen), grazie alle piccole aperture presenti che permettevano al soldato di non esporsi al fuoco di ritorno degli Alleati. Il progetto per la ricostruzione prevede la ricostituzione di un terratetto (350 m²) sempre su tre piani ma diviso in otto appartamenti indipendenti:

  • App. N°1 (57 m²): salotto, cucina, camera matrimoniale, cabina armadio e due bagni;
  • App. N°2 (44 m²): salotto, camera, cucina e bagno;
  • App. N°3 (37 m²): salotto, cucinotto, camera matrimoniale e bagno;
  • App. N°4 (45 m²): salotto, cucinotto, camera matrimoniale e bagno;
  • App. N°5 (38 m²): salotto, cucina, camera e bagno;
  • App. N°6 (37 m²): sala da pranzo con cucinotto, camera matrimoniale e bagno;
  • App. N°7 (39 m²): sala da pranzo con cucinotto, camera matrimoniale e bagno;
  • App. N°8 (39 m²): sala da pranzo con cucinotto, camera matrimoniale e bagno.

POSIZIONE GEOGRAFICA

Facilmente raggiungibile tramite la viabilità comunale e in posizione dominante sul declivio di una collina, il castello offre una vista impareggiabile sulla campagna circostante e permette di visitare in brevissimo tempo i centri più noti e apprezzati della Toscana.

 

 

CITTÀ PIÙ VICINI

Bucine (18km; 25’), Arezzo (43km; 50’), Siena (33km; 40’), Montepulciano (53km; 50’), Pienza (59km; 55’), Cortona (62km; 50’), Montalcino (64km; 1h 5’), Firenze (75km; 1h 15’), San Gimignano (79km; 1h 15’), Volterra (84km; 1h 25’), Follonica (140km; 1h 40’)

 

 

AEROPORTI PIÙ VICINI

Firenze A. Vespucci (92km; 1h 15’), Perugia San Francesco (106km; 1h 15’), Pisa G. Galilei (153km; 1h 55’), Bologna G. Marconi (174km; 2h 20’), Roma Ciampino (234km; 2h 35’), Roma Fiumicino (249km; 2h 30’)

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Danilo Romolini

Direttore Vendite

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